venerdì 11 marzo 2016

L'angolo delle interviste

Enrico Ferranti ci regala un'altra bella intervista anche questa pubblicata su "BASKET ROSA"

CAMILLA RAMPAZZO si racconta a BASKET ROSA. 

CAMILLA, CI RACCONTI CHI SEI IN CAMPO E FUORI DAL PARQUET? 
"In campo mi posso definire una giocatrice aggressiva e altruista; fuori dal parquet sono una maturanda del Liceo Linguistico P.Scalcerle... felicemente fidanzata e, come in campo, mi pongo anche nella vita di tutti i giorni degli obiettivi per i quali cerco di dare il massimo, a volte con soddisfazione e a volte no".

PARLACI DEI TUOI INIZI NELLA PALLACANESTRO. COME SI È SVILUPPATO, POI, IL TUO PERCORSO NELLA PALLA A SPICCHI? 
"È nato tutto dagli spalti: vedere giocare mio padre era, per me, un'emozione; quella sensazione volevo provarla in prima persona. La prima volta che ho preso la palla a spicchi in mano la ricordo ancora: ero davvero piccola, ma avevo già capito che avrei seguito le orme del mio papà. Ho iniziato a Mestrino, in quarta elementare, allenata da Benettollo; poi mio papà ha iniziato ad allenare a Limena la squadra della mia annata... allora l'ho seguito. Poi, sempre a Limena, sono stata allenata da Alberto Anselmi e, una volta nel femminile nella Cadelfa dal mitico Michele Kravina... poi, successivamente, da Coach Bebo, Marco Volpato e Sandro Sinigallia. Tutt'ora gioco nella Pallacanestro Limena allenata da Coach Fabio Rampazzo, mio padre. Fino ad ora la pallacanestro mi ha dato moltissime emozioni, soddisfazioni, fallimenti, gioia, dolore, lacrime e mi ha reso davvero forte. Spero, ma ne sono sicura, che me ne dia altrettante". 

TUO PADRE È ALLENATORE: QUANTO HA INFLUITO NELLE TUE SCELTE SPORTIVE? CHE COSA RAPPRESENTA, PER TE, AVERLO COME COACH? 
"Se mio padre ha influito nelle mie scelte sportive? Direi di si, poiché mi ha fatto conoscere la pallacanestro, lo sport che alla fine ho scelto. Ma, al di là di ciò, non mi ha mai costretto a giocare a basket.. anzi, i miei genitori mi hanno fatto provare tantissimi sport che vanno dal rugby alla danza, ma alla fine la scelta è stata solo mia. Quest'anno mi allena mio papà.. a dire la verità all'inizio ero un po' incerta, per l'ambiente che si sarebbe creato in spogliatoio poiché se qualcuna aveva qualcosa da dire su mio padre me l'avrebbe tenuto nascosto, oppure avrebbe potuto pensare che mi avrebbe dato più chance in campo perché sono sua figlia, ma si è verificato il contrario.. lui, in campo, mi tratta come una giocatrice al pari delle altre, com'è giusto che sia; a volte è dura perché mi prendo davvero tante parole ma cerco, in ogni caso, di dare il 100% e poi ho scelto io che ci allenasse". 

HAI AVUTO UN RUOLO IMPORTANTE NEL CONVINCERLO AD ALLENARE LA VOSTRA SQUADRA? 
"Abbiamo creato questa squadra per dare possibilità a giocatrici a cui non venivano date possibilità da altre squadre di farsi valere e mettersi in gioco, io compresa; ho proposto di creare una squadra a mio papà, con lui stesso come Allenatore: l'ha presa come una sfida, e direi che sta cercando di fare il massimo per farci migliorare e dare una possibilità a tutte le dodici giocatrici in panchina". 

I PREGI E I DIFETTI DI CAMILLA RAMPAZZO IN AMBITO CESTISTICO? 
"Cestisticamente parlando sono una giocatrice che cerca di dare il massimo in campo e ci mette il cuore. Ho una buona visione di gioco che mi permette di creare situazioni molto buone ma, allo stesso tempo, troppe volte cerco i passaggi più difficili che a volte riescono ma a volte no. Ho un buon tiro che però sfrutto relativamente poco". 

COME GIUDICHI, FINO AD ORA, LA TUA STAGIONE E QUELLA DELLA SQUADRA? 
"La mia stagione si sta rivelando veramente fruttuosa, ho migliorato i fondamentali e questa squadra mi sta dando tantissimo. Abbiamo creato un gruppo davvero intenso che si sostiene e si vuole bene. La strada davanti è ancora lunga ma sono sicura che sarà piena di soddisfazioni. 
Bea storia (bella storia) non vi deluderà". 

CHE OBIETTIVI TI PONI PER IL FUTURO? 
"Dopo la maturità la mia scelta riguarderà sicuramente le lingue, ma non ho ancora le idee chiare. Di una cosa sono certa, il basket rimarrà sempre la mia passione che non mi abbandonerà mai. Volevo sottolineare a tutti quelli che pensano che questo sport (come il calcio o il rugby) sia per donne maschiaccio.. si sbagliano, sono sport per donne forti". 

Un ringraziamento ad Adriano Volpin e al suo Blog: "IL BLOG DI PAPÀ FOX".

e.f.

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